Una realtà di tipo fantastico

[…] Antonio Borrelli veicolando gli strumenti per una resa più strutturale-fantastica che umana ci offre composizioni in ferro saldato veramente efficaci. Le sue forme crescono quasi su se stesse nel senso che non riferentisi a qualche cosa di esistente in natura, si propongono come immagini nuove a cui lo spettatore potrà attribuire analogie con forme esistenti. Quindi la realtà di Borrelli è di tipo fantastico nel senso che essa nasce da un mondo essenzialmente intimista e per la cui resa non poco contribuisce il mezzo: le saldature ferrose che per un loro precipuo potere significante conferiscono a queste forme plastiche aspetti suggestivi e quasi surrealisteggianti […].
Ciro Ruju,
‘Possibile ipotesi per una storia 1950-1970 dell’Avanguardia Artistica Napoletana’, E.D.A.R.T., Napoli-Milano 1972

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