Esposizioni

XVI Giornata del Contemporaneo

Antonio Borrelli: una forma di notevole eleganza

Borrelli nei primi anni sessanta vide aprirsi, con l’uso del ferro e della fiamma ossidrica, un nuovo campo di ricerche espressive. Con l’uso di frammenti di sottili lamiere, irregolari e largamente corrose, costruì, nel 1963, una scultura che rompeva decisamente con la precedente esperienza. L’opera, infatti, mentre metteva da parte ogni intenzione di adeguamento mimetico alla realtà esterna, presentava una struttura aperta, costituita essenzialmente dalla giunzione di due superfici di ferro, leggere e attraversate in molti punti dalla luce, simili a due ali librate nel volo. Non era propriamente la rappresentazione di un uccello, ma una forma di notevole eleganza e di sottile suggestione materica, con una sensazione di spinta ascensionale che evocava un’immagine di volo. Borrelli, con un risultato che ancora oggi appare di notevole qualità, si inseriva nell’area del materismo informale e in una posizione non lontana da quella di Ghermandi […] Da questo momento l’artista napoletano procede con sicurezza sulla sua strada: sceglie piastre , reticoli, tubi, tondini e frammenti d’ogni genere di ferro, li manipola, li aggrega e li salda con la fiamma ossidrica, lasciando in vista gli effetti di corrosione, le sbavature e i coaguli provocati da questa. Borrelli crea degli oggetti che non hanno tanto l’aspetto delle “macchine inutili” surrealiste, quanto di relitti di macchine provenienti da altri luoghi , oggetti un po’ misteriosi , che egli chiama appunto “relitti spaziali”, rendendo così nel titolo quella loro aria da fantascienza, da catastrofe interplanetaria o di reperti di un’archeologia del futuro […] lavori del ’64, esposti in parte nella Quadriennale romana dell’anno successivo rivelano con grande chiarezza come l’artista si sia rapidamente allontanato dalla iniziale ricerca di forme aperte e librate , rivolgendo , invece, la propria attenzione verso soluzioni di più solida tenuta volumetrica e non prive persino di una certa forza ponderale. Ma forse il rilievo più interessante è che alcuni di questi lavori lasciano affiorare l’interesse di Borrelli per il valore ritmico della forma , qui rilevabile nella disposizione tutt’altro che casuale di alcune serie di elementi che, sporgendo dalle superfici lisce delle lastre metalliche, non solo vi proiettano un nitido gioco di luci e ombre, ma sottolineano anche la scansione della forma nello spazio […].

Vitaliano Corbi in Napoliscultura, catalogo della mostra A&C, Napoli 1988

In quest’anno complesso, profondamente condizionato dall’emergenza pandemica, la Giornata del Contemporaneo assume una veste necessariamente diversa da quella tradizionale. Il conte­sto mutato a causa dell’emergenza Covid-19 ha richiesto una sospensione del format tradizionale della manifestazione e un’edizione aggiornata con variazioni che ne garantiscano lo svolgimento su un doppio binario online e offline, favorendo tutti i partecipanti a contribuire su entrambi i piani, se le condizioni sanitarie lo consentono, o su un piano unicamente digitale aderendo alla grande campagna di comunicazione con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo.

Via della Solitaria, 39 – Napoli, dalle 12:00 alle 14:00 – cell. 3473536267

XV Giornata del Contemporaneo

Antonio Borrelli: artista microMEGA

Scultore di astratte forme imponenti o designer di piccoli, raffinati gioielli dai mobili meccanismi ad incastro, Antonio Borrelli ha costrnito la sua poetica nell’accezione del “saper fare”, in modo tale che mai l’ispirazione o la sensibilità prendessero il sopravvento sull’abilità. Il suo passare dalle megastrutture monumentali alle microstrutture delr oggetto d’uso o del gioiello è una particolarità unica nell’arte del Novecento: se volessimo trovare un precedente dovremmo rifarci all’epoca prerinascimentale e ad artisti c-0me Benvenuto Cellini. Nato orafo, pensando al gioiello, all’ornamento femminile, è stato sempre in grado di “pensare in grande”, senza difficoltà. Per questo la sua materia preferita è stata costantemente il metallo. Ha insegnato “metalli e oreficeria” all’Istituto d’Arte e “tecniche di fonderia” ali’ Accademia di Belle Arti, lasciando nei suoi studenti un ricordo indelebile. «Lavorando l’argento, l’oro e qualche volta il platino – racconta – ho acquisito grande padronanza. Partendo dalla forma di alcuni gioielli ho ricavato sculture anche di sei metri, e viceversa». Per quanto sia per sua natura sfuggente come tutte le definizioni, il tennine di artista micromega può descrivere la ragion d’essere e il travagliato percorso di chi si è posto il problema di una compiutezza formale che in qualche modo si affermasse oltre ne modalità di impiego dell’arte plastica e oltre il funzionamento dell’oggetto ornamentale.
Tutta la storia artistica di Antonio Borrelli è segnata da un· ansia intrinsecamente progettuale, da un “progetto di bellezza” che può esprimersi variamente, ma sempre in grado di suggerire l’aspirazione all’am1onia segreta delle cose, nella loro universale unicità…

Via della Solitaria, 39 – Napoli, dalle 12:00 alle 14:00 – cell. 3473536267

XI Giornata del Contemporaneo

Antonio Borrelli: homo faber

Dal corpo alla macchina, dalla natura alla fabbrica, dal disegno alla saldatura: raramente la biografia di un artista può dirsi, come nel caso di Antonio Borrelli, un vero e proprio cammino di homo faber.

Cos’altro è l’arte, a parte tutte le molte e diverse definizioni teoriche, se non un pensare facendo, cioè l’intelligente e faticosa manipolazione di pezzi della realtà, per inserire in essa pezzi nuovi, presenze inedite, la cui novità sia capace, accendendo nuovi stupori, d’indurre a nuovo pensare? Così Antonio comincia col disegnare la più naturale delle cose, il corpo umano, per arrivare a fabbricare la più tecnicamente fantasticata, la macchina di pesante metallo, non banalmente strumentale, ma inattesamente emozionante, la macchina inutile che attesta la leggerezza della mente libera.
Al di là delle ormai desuete ma a loro tempo significative retoriche dell’«impegno sociale e politico», l’autonomia della creatività si accompagna in Antonio con la sensibilità che spontaneamente dischiude all’attenzione e al rispetto per l’altro uomo. Perciò, se della sua arte il centro è la piena libertà della mai conclusa invenzione, della sua pratica di vita esso è l’amore.

Ne è segno infallibile l’ottimismo: non quello facile, da irresponsabile superficialità, ma l’impegnativo, da scrupolosa serietà dell’interiore interrogarsi, dal preliminare «bisogno di un’indagine introspettiva», come Antonio stesso confessa.
Tuttavia dell’amore, ossia della profonda fedeltà alla vita, la testimonianza più bella nella presenza pubblica è il rapporto con gli studenti.
Ancora una volta è Antonio che, con grande umiltà, come se non parlasse della sua diretta esperienza, dice: «Quando un maestro non instaura un rapporto – chiamiamolo pure ‘d’amore’ – con gli allievi, sbaglia».
O, più semplicemente, aggiungo io, non è un maestro come invece Antonio lo fu. Io lo conobbi personalmente solo in anni tardi. Mi colpirono subito, nell’artista del ferro e della fiamma ossidrica, la sorridente dolcezza dello sguardo e la garbata sobrietà del gesto, i connotati di un faber che era un poeta.
Aldo Masullo

In occasione della XI Giornata del Contemporaneo – amaci verranno messi in mostra
bozzetti e microprogetti delle opere dell’artista recentemente scomparso, incontrandosi presso la
scultura CONTINUUM, di Antonio Borrelli, donata alla città di Napoli.
SABATO 10 OTTOBRE 2015 – dalle ore 12:30 alle ore 14:00
Antonio Borrelli: homo faber
Piazzetta Salazar – 80132 Napoli
3473536267

X Giornata del Contemporaneo

Da Mario Franco, 2010: “Scultore di astratte forme imponenti o designer di piccoli, raffinati gioielli dai mobili meccanismi ad incastro, Antonio Borrelli ha costruito la sua poetica nell’accezione del ‘saper fare’, in modo tale che mai l’ispirazione o la sensibilita’ prendessero il sopravvento sull’abilita’. Il suo passare dalle megastrutture monumentali alle microstrutture dell’oggetto d’uso o del gioiello e’ una particolarita’ unica nell’arte del Novecento: se volessimo trovare un precedente dovremmo rifarci all’epoca prerinascimentale e ad artisti come Benvenuto Cellini. Nato orafo, pensando al gioiello, all’ornamento femminile, e’ stato sempre in grado di ‘pensare in grande’, senza difficolta’. Per questo la sua materia preferita e’ stata sempre il metallo”. “Lavorando l’argento, l’oro e qualche volta il platino – racconta – ho acquisito grande padronanza. Partendo dalla forma di alcuni gioielli ho ricavato sculture anche di sei metri, e viceversa”.
In occasione della X Giornata del Contemporaneo – amaci verranno messi in mostra bozzetti e microprogetti delle opere dell’artista recentemente scomparso.
SABATO 11 OTTOBRE 2013 – dalle ore 11:00 alle ore 13:00
Antonio Borrelli: Artista Micro Mega
Casa Atelier – Via della Solitaria, 39 – 80132 Napoli
3473536267

XIII Giornata del Contemporaneo

Antonio Borrelli: artista microMEGA

Allievo di Romolo Vetere e Ennio Tomai, dal 1955 lavora in Cina. Tornato a Napoli, completa gli studi all’ISA Palizzi, dove, subito dopo, riceve l’incarico di Docente nel Laboratorio di Metalli e Oreficeria e vi insegna per 19 anni. Nel 1977 gli viene conferita la Cattedra di Tecniche di Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove resta per 21 anni. La sua intensa e appassionata ricerca gli fa sperimentare vie espressive attraverso nuove tecniche di saldatura e si pone, già negli Anni ’60, all’avanguardia della scultura campana e nazionale, ricevendo, tra gli altri, nel 1967, il 1° Premio alla Biennale dell’Arte del Metallo di Gubbio. Scultore in continua ricerca, adotta negli Anni ’70 modalità astratto-geometriche e riporta in oreficeria la sua ricerca modulare partecipando alle più importanti mostre del gioiello in tutto il mondo. All’Ist. di Cultura Italiano di Stoccolma, nel 1979, i suoi gioielli sono oggetto di una lezione sull’Arte Orafa Italiana. Fa parte del Centro Orafo Nazionale ricevendo anche un Premio per la ricerca, dal MPI e alla Mostra Internazionale di Gioielli (Vicenza 1975).

Via della Solitaria, 39 – Napoli, dalle 12:00 alle 14:00 – cell. 3473536267

Relitto Spaziale in Piazzetta Salazar

Installazione di Antonio Borrelli e Gennaro Cedrangolo
presso
Liceo Artistico Statale “U. Boccioni – F. Palizzi)
Piazzetta D. Salazar, 6 – Napoli

Allievo di Romolo Vetere e Ennio Tomai ,dal 1955 lavora in Cina , tornato a Napoli completa gli studi all’ISA Palizzi ,dove, subito dopo, riceve l’incarico di Docente nel Laboratorio di Metalli e Oreficeria e vi insegna per 19 anni. Nel 1977 gli viene conferita la Cattedra di Tecniche di Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli dove resta per 21 anni. La sua intensa e appassionata ricerca gli fa sperimentare vie espressive attraverso nuove tecniche di saldatura e si pone, già negli anni ’60 , all’avanguardia della scultura campana e nazionale , ricevendo , tra gli altri, nel 1967, il 1° Premio alla Biennale dell’Arte del Metallo di Gubbio. Scultore in continua ricerca, adotta , negli anni ’70 modalità astratto-geometriche e riporta in oreficeria la sua ricerca modulare partecipando alle più importanti mostre del gioiello in tutto il mondo. All’Ist.di Cultura Italiano di Stoccolma , nel 1979, i suoi gioielli sono oggetto di una lezione sull’Arte Orafa Italiana. Fa parte del Centro Orafo Nazionale ricevendo anche un Premio per la ricerca , dal MPI e alla Mostra Internazionale di Gioielli (Vicenza 1975).
DPB

Continuum: installazione in piazzetta Salazar

Antonio Borrelli: homo faber
Dal corpo alla macchina, dalla natura alla fabbrica, dal disegno alla saldatura: raramente la biografia di un artista può dirsi, come nel caso di Antonio Borrelli, un vero e proprio cammino di homo faber.
Cos’altro è l’arte, a parte tutte le molte e diverse definizioni teoriche, se non un pensare facendo, cioè l’intelligente e faticosa manipolazione di pezzi della realtà, per inserire in essa pezzi nuovi, presenze inedite, la cui novità sia capace, accendendo nuovi stupori, d’indurre a nuovo pensare? Così Antonio comincia col disegnare la più naturale delle cose, il corpo umano, per arrivare a fabbricare la più tecnicamente fantasticata, la macchina di pesante metallo, non banalmente strumentale, ma inattesamente emozionante, la macchina inutile che attesta la leggerezza della mente libera.
Al di là delle ormai desuete ma a loro tempo significative retoriche dell’«impegno sociale e politico», l’autonomia della creatività si accompagna in Antonio con la sensibilità che spontaneamente dischiude all’attenzione e al rispetto per l’altro uomo. Perciò, se della sua arte il centro è la piena libertà della
mai conclusa invenzione, della sua pratica di vita esso è l’amore. Ne è segno
infallibile l’ottimismo: non quello facile, da irresponsabile superficialità, ma l’impegnativo, da scrupolosa serietà dell’interiore interrogarsi, dal preliminare
«bisogno di un’indagine introspettiva», come Antonio stesso confessa.
Tuttavia dell’amore, ossia della profonda fedeltà alla vita, la testimonianza più bella nella presenza pubblica è il rapporto con gli studenti.
Ancora una volta è Antonio che, con grande umiltà, come se non parlasse della sua diretta esperienza, dice: «Quando un maestro non instaura un rapporto – chiamiamolo pure ‘d’amore’ – con gli allievi, sbaglia».
O, più semplicemente, aggiungo io, non è un maestro come invece Antonio lo fu. Io lo conobbi personalmente solo in anni tardi. Mi colpirono subito, nell’artista del ferro e della fiamma ossidrica, la sorridente dolcezza dello sguardo e la garbata sobrietà del gesto, i connotati di un faber che era un poeta.
Aldo Masullo

Donazione della scultura Ipotesi spaziale al Museo Novecento

Fabrizio Vona, Soprintendente, e Nino Daniele, Assessore alla cultura-Comune di Napoli, presentano “Ipotesi spaziale di Antonio Borrelli: una nuova opera per il Museo del Novecento”.

Mercoledì 23 aprile 2014, alle ore 12.00 nel Salone delle sculture, verrà presentata la nuova acquisizione per la collezione del ‘Museo Novecento a Napoli 1910-1980: per un museo in progress’. Un’occasione anche per delineare, grazie al contributo scientifico di Maria Antonietta Picone, l’attività del maestro Antonio Borrelli, recentemente scomparso.

L’artista, nato a Napoli nel 1928, si forma nella sua città natale, non ancora ventenne, subito dopo la guerra, intraprende un’esperienza di due anni in Cina come disegnatore e decoratore, tornato a Napoli continua la sua formazione e, nei primi anni Sessanta, entra in contatto con l’ambiente artistico napoletano.

Inizia la sua produzione scultorea, dapprima con un linguaggio figurativo e poi, a partire dagli anni 1962-63, orientandosi verso un’ espressione informale, con le opere degli anni Sessanta, caratterizzate da sperimentazioni tecniche e formali, in genere condotte attraverso saldature di lamiere, partecipa a mostre di rilievo: nel 1965 alla IX Quadriennale di Roma, presenta proprio l’opera che viene donata in questa occasione, scelta dall’artista per rappresentare la sua attività nella collezione del Museo.

Nel 1977 insegna, per oltre venti anni all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Tecniche di Fonderia – Micro e macro fusioni . La produzione dell’artista ha spaziato da strutture monumentali a lavori di oreficeria per le quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

L’acquisizione dell’opera, grazie alla generosa donazione voluta dal maestro stesso prima della sua scomparsa e condivisa dalla moglie Diana Pezza Borrelli e dai figli, rientra nelle finalità del Museo che, come indicato nello stesso titolo in progress, è quella di accrescere la sua collezione, approfondendo l’attività artistica dei decenni, 1910-1980, già presenti nelle sale e inoltrandosi nella produzione degli anni ’80.

Antonio Borrelli (13 giugno 1928 – 11 febbraio 2014)

Nella sua casa napoletana, oggi, si è spento il Maestro Antonio Borrelli, tra l’amore della moglie Diana e dei figli Francesco Emilio e Antonio Maria.
Gli amici ed i parenti lo saluteranno domani, mercoledì 12 febbraio, ore 16:30, presso l’Associazione Oltre il Chiostro, nel Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova. Scrive la moglie, Diana:

“Carissimi,
per la cerimonia di saluto ad Antonio di domani pomeriggio desidero informarvi che si dispensa dai fiori. Poiché Antonio ha sempre avuto in cuore la Pace, per chi lo desidera può devolvere quanto pensa ad una delle attività a cui Antonio ha sempre dato il suo contributo, il Premio Fraternità.”

Banca: IBAN IT 66 R 0760 1034 000000 92196898
Intestato a: Associazione Focus Focolari
Causale: Premio Fraternità

Conto Corrente Postale: 92196898
Intestato a: Associazione Focus Focolari
Indirizzo: Via Capodivilla, 13 – 80048 Sant’Anastasia (NA)
Causale: Premio Fraternità

IX Giornata del Contemporaneo 2013

[…] l’artista ha una visione animistica delle cose, poiché propone degli oggetti, che oltre la compattezza al suolo, dovuta a un loro peso materiale, hanno un loro pneuma all’interno. […] (Achille Bonito Oliva)

In occasione della IX edizione della Giornata del Contemporaneo – amaci,
siete invitati presso la Casa-Atelier dell’Artista.

Antonio Borrelli – scultore
Via della Solitaria, 39 – Napoli
3473536267

SABATO 5 OTTOBRE 2013 – dalle ore 18:00 alle ore 21:00

Cerimonia in Onore del Maestro Antonio Borrelli

In occasione del Suo 85° compleanno, si terrà una Cerimonia d’Onore a Palazzo S. Giacomo, per celebrare il Maestro Antonio Borrelli.

Sala Giunta
Palazzo S. Giacomo

mercoledì 19 giugno 2013, ore 16:00

 

 

VIII edizione della Giornata del Contemporaneo

In occasione della VIII edizione della Giornata del Contemporaneo – amaci, siete invitati presso la Casa-Atelier dell’Artista.

Antonio Borrelli – scultore
Via Della Solitaria, 39 – Napoli
3473536267

ore 10:00 – 13:00 e ore 18:00 – 22:00

Due generazioni di artisti

Dopo la successione espositiva delle opere degli artisti, pittori e ceramisti, che si sono alternati nelle sale di Casa della Corte, in Agerola, un nuovo percorso di presenze e realizzazioni artistiche si delinea per questo periodo autunnale.
Nuove pitture e nuove sculture renderanno concreta l’idea di Agerola come ambiente per l’arte, attraverso la fusione della creatività artistica e la riflessione introspettiva che si consegna al fruitore.
È la ricerca del bello che vive in ogni uomo e che si manifesta al meglio in ciò che l’artista sa dare come dono di sé e del suo mondo interiore. In fondo l’artista è colui che sa dare agli altri ciò che di sé non muore. Ed è per tale ragione che l’Amministrazione Comunale ha inteso offrire alla fruizione di quanto vorranno visitare le sale espositive di Casa delal Corte, dall’ 8 al 30 settembre il meglio della produzione degli Artisti Antonio BORRELLI – scultore – e di Antonio Maria BORRELLI – pittore -.
Due generazioni di artisti, padre e figlio, a confronto e che si completano nel saper lavorare i metalli, quelli più nobili come l’oro, l’argento, il platino, e quelli più freddi, ma non per questo meno capaci di prestarsi alla duttilità plastica e creativa dell’artista. Metalli da una parte, colori su tela, vivi e caldi, dall’altra.
Tutta la storia artistica del maestro Antonio Borrelli è segnata da un’ansia intrinsecamente progettuale che è ricerca del bello, dell’armonia delle forme, cercata nei segreti delle cose e degli oggetti, nella unicità della loro funzione. È il tentativo di unire le cose all’uomo e di far parlare l’uomo attraverso le cose. Orafo e scultore pluripremiato Antonio BORRELLI ha raccolto le sue opere in una monografia pubblicata in occasione dei suoi 80 anni.
Artista del dialogo, come testimonia nell’opera “INCONTRI” è testimone del valore sociale dell’arte, come parola che racconta dell’artista al mondo circostante e che all’artista dice del mondo che lo circonda.

La pittura di Antonio Maria Borrelli (www.antoniomariaborrelli.com) è la mescolanza del classico che si apre al moderno, sia per la tecnica usata (olio su tela, peraltro con il solo uso dei colori primari) sia per la complessa elaborazione culturale non riducibile entro schemi predefiniti.
Essa, infatti, affonda le sue radici metodologiche in tempi lontanissimi costringendo il fruitore ad una indagine introspettiva attraverso diversi piani di analisi. È la ricerca della verità, intesa come quella che ogni creatura, sia pure nelle difficoltà e nei limiti imposti dalla propria condizione, non può non esprimere a se stesso ogni giorno.

VISITA IL SITO DI ANTONIO MARIA BORRELLI – http://www.antoniomariaborrelli.com

La mostra è visitabile nei seguenti giorni:
al mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 12.00
al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00
alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00

Inaugurazione sabato 8 settembre ore 19,00
fino al 30 settembre 2012

www.comune.agerola.na.it – tel. 081.8740230

CASA DELLA CORTE, Museo Civico di Agerola

VII GIORNATA del CONTEMPORANEO

In occasione della VII edizione della Giornata del Contemporaneo – amaci, siete invitati presso la Casa-Atelier dell’Artista.

Antonio Borrelli – scultore
Via Della Solitaria, 39 – Napoli
3473536267

ore 10:00 – 13:00 e ore 18:00 – 22:00

Antonio Borrelli scultore micro-mega

Tutta la storia artistica di Antonio Borrelli è segnata da un’ansia intrinsecamente progettuale, sempre in grado di suggerire l’aspirazione all’armonia segreta delle cose, nella loro universale unicità. Questa metafisica panteista è stata interpretata come mistica “orientale”. Il termine fu usato per la prima volta da Paolo Ricci, presentando in mostra il lavoro di Antonio Borrelli. E la permanenza giovanile ad Hong Kong, fu vista come una tappa determinante per il percorso artistico di Borrelli, anche quando, con l’uso del ferro e della fiamma ossidrica, l’artista si dedicò ad una nuova scultura che rompeva decisamente con le sue precedenti realizzazioni, inserendosi nell’area dell’informale materico. Intorno agli anni sessanta, Borrelli abbandona infatti la scultura tradizionale per utilizzare la tecnica della saldatura ossiacetilenica. Crea oggetti indecifrabili, scarti di una lontana catastrofe interplanetaria, reperti di una archeologia del futuro, che chiama “Ipotesi Spaziali” o “Relitti Spaziali”. Erano gli anni della conquista dello spazio, della guerra fredda, della paura dell’atomica. Le modalità espressive si adeguavano a cambiamenti epocali. Ma queste sculture “informali”, nate in uno scenario al limite del disastro, producono nuove consapevolezze tecniche, nuove iconografie simboliche. Il lavoro successivo di Borrelli grazie alla sperimentazione ossiacetilenica, acquista una metodologia progettuale, un linguaggio all’altezza di una nuova contemporaneità. (Mario Franco)

Leggi il PDF

Dal 15 ottobre al 6 novembre 2010
Inaugurazione: venerdì 15 ottobre – ore 17.30
Castel dell’Ovo, Sala Prigioni – Napoli
Curatore: Mario Franco

Orari di apertura:
lunedì/sabato: ore 10.00/17.30 – festivi: ore 10.00/14.00

Per informazioni:
Associazione Oltre il Chiostro onlus
piazza S. Maria la Nova, 44 – 80134 Napoli
tel/fax: 081.552.15.97/081.552.32.98/081.014.35.83
mail: info@oltreilchiostro.org – web: www.oltreilchiostro.org

Opere e proposte per arredi sacri 1958/92

Una mostra a tema, che riguarda pezzi creati per spazi sacri: altari, candelabri, maniglie… prevalentemente per Chiese. Si tratta di oggetti in metallo, costruiti secondo le tecniche legate alle saldature, alle fusioni, nei quali le forme tradizionali dell’iconografia cristiana o degli oggetti d’uso (maniglie, candelabri…) sembrano quasi fronteggiarsi con i materiali e le tecniche usate, consentendo a entrambi – forme tradizionali e materiali sperimentali – di resistere e precisare sé stessi, di uscirne rafforzati, di raccontare la propria identità e la propria vicenda in modo sempre riconoscibile.

Fino al 13 giugno 2010
Chiesa di San Salvatore de Fondaco
Via Mercanti – Salerno, Italia

Intervista di Città Nuova ad Antonio Borrelli

La Fondazione Premio Napoli in occasione della pubblicazione della monografia sullo scultore Antonio Borrelli,ha voluto dedicare all’artista un incontro presso il Palazzo Reale di Napoli: “Antonio Borrelli: dalla Cina a Pizzofalcone, la storia di un artista napoletano”.

Di convinzioni non religiose egli partecipa da molti anni con sua moglie Diana, di fede cattolica, al Gruppo del dialogo promosso dal Movimento dei Focolari in Campania.

“Il dialogo è fondamentale nella vita dell’umanità”, egli dice. “Quando c’è dialogo non c’è conflitto… ma non è facile imparare a dialogare. Sentii questa parola per la prima volta da Togliatti, in anni difficili, quando alla base del PCI c’era risentimento per certe posizioni della Chiesa e per la scomunica. Ciò nonostante, Togliatti lanciò tra i comunisti il dialogo con i cattolici. Fu certamente una scelta di lungimiranza politica”.

Cosa ricordi di quegli anni?
Avrò avuto 18-19 anni e ricordo un grande entusiasmo, un grande desiderio di democrazia. Mi iscrissi al PCI dopo l’attentato a Togliatti. Un’adesione palpitante, nella consapevolezza di contribuire in tal modo al rinnovamento della società, nello spirito di una libertà ritrovata dopo gli anni duri del fascismo.

Quanto ha inciso su questa scelta il rapporto con la tua famiglia di origine?
Il rapporto che c’era tra noi si basava su valori fondamentali quali il lavoro e l’onestà. Una famiglia semplice, popolare, e radicata nella cultura cattolica. Per questo amo definirmi “un cattolico non credente” nel senso che la mia vita è intrisa di quei valori che provengono dal cattolicesimo… Pur avendo vissuto un allontanamento dalla fede, non ho mai voluto spezzare le mie radici storiche e culturali e sono stato sempre propenso al dialogo col mondo cattolico.

Sei intervenuto più volte in questi ultimi tempi sul problema della pace e spesso hai affermato che c’è un rapporto diretto tra il dialogo e la pace.
Un rapporto stretto perché se non c’è il dialogo corriamo il rischio di risolvere i problemi grandi e piccoli con una guerra.

Problema della pace strettamente connesso con quello economico…
Non possiamo continuare a vivere come se non esistessero popoli che muoiono di fame. E’ un discorso che attraversa il mondo intero, e deve coinvolgere grandi e piccoli in maniera nuova…Se vogliamo un mondo in pace dobbiamo fare i conti con la triste realtà di chi non ha come vivere.

Gli Stati hanno giustificato l’ultima guerra in Iraq con la necessità della difesa.
Siamo ancora imbevuti di cultura imperiale. Prima i romani, poi gli inglesi, poi i francesi, ora gli USA… Per questo dico che dobbiamo trovare insieme – e il dialogo è fondamentale – forme nuove di interventi economici per rispondere alle esigenze di molti popoli della terra, e non andare a versare sui nostri avversari tonnellate e tonnellate di esplosivo…Ripeto: il problema di base è per me la fame nel mondo. Risolto quel problema penso che molte cose, anche a livello terroristico, cambierebbero…

Quale contributo offrire in questo momento ancora così carico di tensioni.
Il primo passo, non facile, è l’accettazione delle diversità. Le diversità nel mondo sono una ricchezza e non un elemento di divisone. Ma bisogna fare ancora molta strada perché questa visione entri nella nostra mentalità.

Lavori da molti anni in campo artistico soprattutto nella scultura, per il quale hai ricevuto l’importante “Premio Palizzi” nel 2006, questo grande riconoscimento della città di Napoli all’interno del Premio Napoli 2009 e con l’importante monografia sulla tua opera. Ritieni che l’arte abbia un suo specifico da offrire per il dialogo e per la pace?
Il linguaggio dell’arte è sempre universale ed è comprensibile da ogni uomo, in ogni cultura. C’è come un legame profondo tra tutti gli artisti della terra, quelli di ieri e quelli di oggi. Il dialogo tra gli artisti può aiutare anche gli altri a capire che si può progettare insieme, pur essendo diversi.

Hai insegnato all’Accademia delle Belle Arti per tanti anni e molti allievi oggi sono persone affermate nel campo artistico. Le loro testimonianze durante la giornata organizzata dal Premio Napoli avevano un denominatore comune: ti erano riconoscenti per il rapporto che hai sempre costruito con loro prima di ogni altra cosa: un rapporto di onestà, trasparenza, piena collaborazione e ricerca comune.
Ho sempre sentito che c’era uno stretto rapporto tra quello che realizzavo come artista e la purezza, la sincerità la genuinità… tutte manifestazioni di quel “divino” che è in noi, quel divino che per un credente è l’orma di Dio, e per me quell’energia primordiale che ha dato vita al cosmo, al sistema solare, alle stelle, ad un lago…. E tutto questo ho cercato di trasmetterlo con la vita ai miei figli e ai miei allievi.

 

Antonio Borrelli: un costruire progressivo

Il Sindaco della città di Napoli, Rosa Russo Iervolino, è lieta di invitarLa alla presentazione della monografia “Antonio Borrelli. Un costruire progressivo”

Lunedì 16 novembre 2009, ore 12:00
Castel Nuovo, Napoli
Sala della Loggia

Intervengono
Mario Franco
Paolo Mamone Capria

Leggi l’invito in PDF

 

Napoli ’82 – Quasi una situazione

FONDAZIONE “21 OTTOBRE 1979”

Patrocinii:
Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura
Regione Campania , Assessorato Pubblica Istruzione e Beni Culturali

Antonio Borrelli
Nato a Napoli nel 1928. Dopo un periodo di attività in Cina e ad Hong Kong si stabilisce in Italia, partecipando attivamente alla vita artistica nazionale. Vive e lavora a Napoli.

Principali mostre collettive e rassegne:
1960 · Mostra mercato, Firenze; Triennale di Milano (Oggetti di vetro e metallo). 1961 · 1a Biennale d’Arte del metallo, Gubbio; Mostra Nazionale della Grafica, La Spezia. 1962 – III Premio Internazionale di scultura «Città di Carrara». 1963 – Selezione ’63, Capri (Palazzo Cerio). 1964 – Mostra della Medaglia Contemporanea, Areuo. 1965 – Rassegna d’Arte (Salone di Via dei Fiorentini), Napoli; Biennale del Bronzetto, Padova; IX Quadriennale d’Arte, Roma; III Biennale d’Arte del metallo, Gubbio. 1966 – XIX Premio Suzzara; Mostra d’Arte Sacra, Sorrento; Documenti proposta ’66, Napoli. 1967 · III Rassegna di Scultura del Mezzogiorno, Napoli; V Biennale di Scultura, Carrara; IV Biennale d’Arte del Metallo, Gubbio; Arte grafica Napoli Oggi, Circolo artisti-co, S. Giorgio a Cremano. 1968 – Sculture all’aperto (Museo d’Arte Moderna) Legnano; «La Parete» Teatro S. Ferdinando, Napoli; 126° Esposizione Quadriennale Nazionale d’Arte, Torino; 1969 – Rapporto Uno dal Sud (Club d’Arte «L’Incontro»), Napoli. 1970 – Grafica Italiana (Palazzo Reale), Napoli; Mostra grafica (a cura della sez. A. Gramsci) Bacoli (Napoli). 1972 – Arte Contemporanea (Palazzo Pretorio), Prato; Ricognizione sull’arte napoletana 1950-1970, Studio Schettini, Napoli. 1973 – Mostra dibattito di pittura e grafica, Atella. 1974 – Per la resistenza (Ca-stello Sforzesco), Milano; IV Premio Internazionale di Pittura e Grafica, Firenze; Gli Artisti per il NO (Promotrice Belle Arti), Napoli. 1975 – Gioielleria Internazionale, Vicenza; Scultori Campani per il V Centenario di Michelangelo, Amalfi ; Napoli Situazione ’75, Merigliano (Napoli); Mostra grafica di Artisti Napoletani, Baku (Urss). 1976 · Per la Spagna libera (Piazza del Duomo), Milano; Campania Proposta UNO (Galleria Vanvitelli), Napoli; Aurea ’76 (Palazzo Strozzi), Firenze; Contro un genocidio (Cappella S. Barbara), Napoli. 1977 – Fatti e immagini della città, Napoli; 24 Ore del Gioiello, Roma-Milano; Mostra itinerante di Aurea Arte, Brasile; Linearte ’77, Napoli. 1978 – Protagonisti dell’Arte Orafa (Palermo Aregario), Milano. 1979 – Sculture al Museo d’Arte Moderna, Castellanza. 1980 – I Nuovi contributi dell’Arte orafa italiana (Istituto Culturale Italiano), Stoccolma; Arte ’80 (Promotrice Salvator Rosa), Napoli. 1981 – Napoli Stereotipo e Realtà (Galleria Dahoniana), Napoli.

Principali mostre personali:
1964 · Litografie di A. Borrelli, Libreria Terzo Mondo, Roma. 1969 – Museo civico, Bologna. 1971 – Mostra di Grafica, Firenze; Personale di Pittura e grafica, Vinci. 1978 – Centro Sud Arte, Scafati. 1981 – Circolo della Stampa, Napoli; Mostra di pittura e scultura, Galleria Principi, Napoli.

Indicazioni bibliografiche essenziali:
P. Ricci, 27 giovani artisti napoletani scelti da un critico, nel catalogo della mostra, Salone delle Terme Vesuviane, Torre Annunziata, 1967.

Ichnographia Neapolis – Mostra Nazionale Arti Visive

ICHNOGRAPHIA NEAPOLIS
Mostra Nazionale Arti Visive
dal 7 al 28 maggio 1977
Maschio Angioino, Cappella Santa Barbara (Napoli)
CGIL Napoli

“per la nuova sede della Camera del Lavoro di Napoli, una struttura moderna al servizio della democrazia e dell’unità dei lavoratori”.

 

Campania Proposta Uno

Le ricerche spazio-strutturali di Antonio Borrelli approdano con inaspettata evidenza al mondo delle immagini totemiche orientali; e non a caso del resto, perché l’artista è vissuto per un certo tempo in Cina. Le sue figurazioni fitte di episodi plastici: sporgenze, buchi, segni e linee radiali, che si dipartono dal centro dell’immagine, spingendosi vigorosamente verso l’esterno come spinti da una energica forza esplosiva, mantengono, tuttavia, pur nella loro molteplicità di episodi particolari, una assoluta essenzialità e unità volumetrica.
Difficile ridurre nel segno grafico, per sua natura stessa astratto e sintetico, una immagine che si caratterizza e si concreta nella piena sfericità, nella continulta nello spazio e negli innumerevoli aspetti visuali delle sue strutture. Per lo scultore, il disegno in genere rimane uno strumento sussiduario, nel processo creativo e ha la funzione di registrare le successive fasi attraverso le quali quel medesimo processo approda alla definizione dell’immagine. Borrelli, con queste sue curiose “tavole” argentate – che hanno qualcosa di “remoto” e di misterioso e che ricordano i segni magici che ornano certi codici delle antiche religioni dell’Oriente – mi pare sia riuscito a realizzare, con un segno libero e autonomo, una serie di immagini che si collegano e si inseriscono con naturalezza nel contesto della sua opera di scultore, senza esserne la letterale traduzione, il fascino di queste “tavole” del Borrelli risiede anche nel modo come oggetti ed elementi tratti dalla realtà comune, quotidiana: pezzi di motori e di altre macchine utensili, ferme nel mondo vegetale ed antropomorfe, riescono ad amalgamarsi ed a fondersi, dando vita ad un “evento” che è, ad un tempo, fantastico, anzi fantascientifico e umilmente umano.
Paolo Ricci

Pittori per la Spagna libera

Mostra vendita di solidarietà per i detenuti politici spagnoli
dal 26 marzo al 4 aprile 1976
Piazza Duomo, Palazzo del Turismo, salone ammezzato
ore 10:00-12:30 e 16:00-18:30

In un discorso alla Casa della Cultura di Valencia, tenuto nel novembre del ’36, Antonio Machado constatava un fatto di primaria importanza per la causa della Repubblica impegnata nella lotta contro il franchismo e i suoi alleati: “Gli intellettuali stranieri” – diceva – “sono col popolo spagnolo. Ve ne sono già considerevoli prove”. Machado allora non poteva tuttavia sapere quanto la resistenza popolare spagnola stesse contribuendo nel mondo alla formazione antifascista di tanti fra quegli intellettuali.
È infatti con la guerra di Spagna che molti di essi hanno preso una giusta coscienza politica dei problemi.
Anche in Italia. Più d’uno degli artisti che espongono in questa mostra, organizzata dal ” Comitato Lombardo Spagna Libera “, è proprio in quegli anni e per il valore di tale lotta che ha fatto l’irreversibile scelta antifascista. Questa mostra è quindi anche un segno di riconoscenza.
Ma tutti, anche i più giovani, hanno un debito con la Spagna, un debito per l’esempio straordinario che oggi ce ne viene, per il suo coraggio, per le indicazioni unitarie che maturano nell’azione di tutte le forze popolari, per l’indomita passione dei suoi militanti. E anche per la voce mai spenta dei suoi poeti, per le immagini non mai neutrali dei suoi migliori artisti.

L’aiuto che da questa mostra potrà venire al popolo spagnolo, dal punto di vista ” concreto “• non sarà forse gran cosa di fronte alle esigenze che la lotta odierna richiede, ma il segno della solidarietà che in essa si esprime possiede indubbiamente una energia di mobilitazione ideale e morale che certo non mancherà di persuadere e dare i suoi frutti più sicuri. È anche la solidarietà internazionale a sgomentare i continuatori del regime franchista, che oggi sembrano smarriti davanti alle crescenti iniziative popolari. “Il panico del diluvio” ha detto Juan de Mairena, “è incominciato dai pesci”. La sentenza mi pare calzante per ciò che riguarda oggi i rappresentanti del nuovo governo monarchico. E’ in questo quadro che va dunque considerata la mostra promossa ora dal Comitato Lombardo Spagna Libera. Gli artisti italiani, offrendo le loro opere, hanno reso omaggio anche al ricordo di Pablo Picasso, alla sua fede repubblicana. Nel ‘37, rivolgendosi agli artisti americani, in occasione di una loro mostra d’aiuto e solidarietà, simile a quella che si inaugura oggi per decisione degli artisti italiani, Picasso affermava: “Gli artisti, che vivono e lavorano nell’ambito dei valori spirituali, non possono e non devono rimanere indifferenti a un conflitto in cui sono in gioco i più alti valori dell’umanità e della civiltà”. Esponendo qui le loro opere, gli artisti italiani dimostrano, appunto, di non essere “indifferenti”.
Mario De Micheli.

Amalfi a Michelangelo – mostra di scultori campani

Antichi Arsenali della Repubblica Amalfitana
AGOSTO-SETTEMBRE 1975 – AMALFI (SA)

“AMALFI A MICHELANGELO”
nel V centenario della nascita

È una scultura, questa di Borrelli, che ha una sua precisa identificazione; che non attiene alla circoscrizione tradizionale del figurativo detto «scultoreo», ma in una ampiezza iconografica sostanzialmente convergente con i simboli delle scienze delle costruzioni cantieristiche, ove ogni comportamento è praticato nella complessità costruttiva secondo dati e formule r ispondenti ad uno scopo ben definito. Ma dobbiamo aggiungere ancora dell’altro, per quei tanti qualcosa che fan pensare alle idealizzazioni delle immagini che vanno oltre il figurale, perché non è difficile identificare in particolari esplorazioni pure conseguenze di raccordate astrazioni, comunque riposte ad implicazioni di ricerche gravitanti su quell’immagine sospesa, vera e propria percezione di concetti puri, di estraneazioni irreali, sempre nel tramite di una linguistica poetica lucidamente strutturata nel senso che incide, nel concetto che significa, nella semiosi esistenziale che indaga. Qui l’intuizione ideale coglie il tempo di un frullo estetico, ribattendo l’incomunicabile nel rapporto tra assoluto e spirituale e materialità stessa. E non è neppure in questo che il compito dello scultore si esaurisce, perché il travaso di una prima idea astrattizzante in una seconda di possibile concretizzazione segna la presenza e l’evidenza di una sollecitazione al limite tra pensiero idealistico e quello scientifico in una reciproca contrapposizione, che, quasi in codice analitico, riflette il significante nell’interpretazione.

Secondo Premio Internazionale di Pittura e Grafica ‘Brunellesco’

Secondo Premio Internazionale di Pittura e Grafica “Brunellesco”
GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO 1971 – FIRENZE

VERBALE DELLA GIURIA
Il giorno 21 giugno 1971 alle ore 10 si è riunita la Commissione iudicatrice del 2° Premio Internazionale di Pittura e Grafica “Brunellesco “. Dopo attento esame delle 1012 opere presentate si procede ad ulteriori valutazioni, distintamente per Pittura e Grafica.
Sono ammessi per la sezione di grafica 147 concorrenti fra i quali viene formata una rosa di 30 artisti particolarmente
validi, giungendo infine alla assegnazione dei premi in palio come segue :

1° Premio
Trofeo con targa d’oro e mostra gratuita ad
Antonio Borrelli di Napoli.

[…] Nel nuovo oggetto proposto da Borrelli fermenta un senso, non riscontrabile nell’oggetto seriale, dell’individualità, inteso come doppia tensione che da una parte si pone come estroversione verso la realtà e dall’altra come ripiegamento del soggetto-oggetto dentro di sé.
È questo doppio movimento, che ha acquistato l’oggetto estetico, a denotare la mediazione tra l’individuo e la civiltà tecnologica.
Achille Bonito Oliva

Recupero del Reale

Galleria d’Arte “DUCCIO”
MARZO 1970 – NAPOLI

Antonio Borrelli, in una ricerca costante sui materiali tecnologici, arriva a delle composizioni plastico-ritmate di intenso accumulo struttivo e spazio-ambientale.

 

Quinta Rassegna d’Arte del Mezzogiorno d’Italia

V RASSEGNA D’ARTE DEL MEZZOGIORNO
8 GENNAIO – 11 FEBBRAIO 1970 – NAPOLI

Commissione Inviti
Presidente
On. Francesco Napolitino
presidente della Rassegna

Componenti
Alberto Boatto, critico d’arte

Raffaele de Grada, critico d’arte

Filiberto Menna, critico d’arte

Paolo Ricci, critico d’arte

Nicola Spinosa, ispettore della Soprintendenza alle Gallerie della Campania

Lea Vergine, critica d’arte

Segretaria
Attilia Polito, segretaria generale della Rassegna.

Ufficio Stampa
Mario Menichini

Quadriennale Nazionale di Torino – 1968

126a Esposizione Arti FIgurative Quadriennale Nazionale di Torino

Promotrice delle Belle Arti al Valentino, dal 5 al 30 ottobre 1968

Trofeo (Struttura Spaziale), 1967-68, ferro cadmiato saldato, collezione privata, Napoli

 

Arte in Campania – ricognizione ’68 – Capua 1968

Mostra e testi a cura di Achille Bonito Oliva

UNA SCULTURA RESISTENTE

L’artista organizza attraverso un proprio comportamento estetico sempre una resistenza alla realtà che lo circonda, proponendone un aggiustamento a livello delle forme. Una realtà, quella presente, che è connotata da una produzione sempre più seriale, che ha comportato per gli oggetti prodotti sempre un alleggerimento, consistente in una loro diminuzione di volume, per facilitarne il commercio. Antonio Borrelli capovolge assolutamente il rapporto e resiste imponendo delle sculture, le quali stabiliscono col suolo occupato un rapporto di compattezza. Infatti esse si presentano con un loro preciso volume e peso, dato anche dai materiali di composizione: ferro ed altri minerali. Attraverso questi egli cerca di creare il massimo dell’ingombro inglobando dentro l’oggetto estetico dello spazio reale. Il tutto viene incernierato con bulloni ed altri accorgimenti meccanici, in modo da creare un oggetto finito, quasi impossibilitato a creare un rapporto interformale con gli altri oggetti del mondo.

Qui si configura appunto la resistenza di Borrelli il quale volutamente crea degli oggetti indisponibili, sia a livello della forma chiusa e quasi circolare, e sia per la rigidezza in cui si presentano che non permette alcuna intercambiabilità con gli oggetti dello odierno panorama della produzione. La contrapposizione è quindi netta e anche evidenziata dal fatto che l’oggetto estetico in questo caso ostenta un proprio spazio interiore, oltre la sistemazione “esterna” che per prima colpisce l’occhio dello spettatore. La forma ha dunque una doppia polarità, assolutamente inscindibile, dettata dall’esistenza di un interno e di un esterno estetico. Gli elementi che si presentano verso l’esterno sono spaziati in maniera da restituire lo spazio interno della scultura al punto che è possibile perforarla con lo sguardo fino all’altro lato.
Nel nuovo oggetto così proposto da Borrelli fermenta un senso, non riscontrabile nell’oggetto seriale, dell’individualità, inteso come doppia tensione che da una parte si pone come estroversione verso la realtà e dall’altra come ripiegamento del soggetto-oggetto dentro di sé. (A. B. Oliva)

Ipotesi spaziale, 1967-68, ferro saldato cadmiato, cm 71x63x27, proprietà dell’artista, Ischia

Recensione su CENTROARTE – Mensile di Arti Visive

CENTROARTE
Mensile di Arti Visive, Architettura, Grafica, Antiquariato, Design
pp. 31-33 (anno 2, n.1, gennaio 1968)
P. R. – 27 GIOVANI ARTISTI NAPOLETANI

A Napoli esiste oggo la possibilità di allestire una mostra d’arte in cui possono essere dignitosamente esemplificate tutte le principali tendenze e poetiche delle arti “visive” contemporanee.
Sottolineo la parola “visive” perché mi sembra che la novità e la positività della cosa risieda anche nel fatto che i giovani artisti e operatori di cultura napoletani hanno accolto e fatto proprio un concetto dell’arte assai più ampio e complesso di quello implicito nella tradizionale locuzione di “arte figurativa”, inserendo nel mondo della ispirazione elementi della realtà grafica e pubblicitaria e tutti quei mezzi di comunicazione di massa considerati nel passato estranei agli interessi della cultura. Questa rassegna allinea alcuni nomi rappresentativi della nuova generazione, la cui opera esemplifica. appunto. le varie ricerche plastiche (o visive) costituenti l’intero arco delle esperienze generalmente definite neo-avanguardistiche.

Una panoramica di giovani, dunque. che esprime, ci sembra, con sufficiente approssimazione i valori in campo ed è quindi utile ai fini di una prima presa di contatto con l’arte napoletana, còlta nelle sue più recenti e tipiche manifestazioni: dalla pop-art al neo-surrealismo; dalla nuova figurazione al neo-dada; dall’arte cinetica allo spazialismo. Un quadro indubbiamente interessante, nella sua varietà ed articolazione. che testimonia l’allineamento delle forze locali al livello delle correnti nazionali e internazionali, nell’impegno programmatico e ideale degli artisti che si richiamano alla corrente neo-figurativa.
Un particolare rilievo hanno, in questa collettiva, gli scultori, percentualmente assai più numerosi dei pittori. Ciò non è casuale ma riflette fedelmente una loro obbiettiva preminenza nella situazione artistica napoletana. Del resto, il rapporto tra la scultura e la pittura, a Napoli, è risultato sempre vantaggioso per la prima. Anche nei momenti più umilianti del verismo plebeo e provinciale, quando il campo delle arti era dominato dai morelliani, dai tortuniani e poi dagli altri terribili “pompiers” che si sono succeduti, nella storia, fino al Novecento, in posizione “ufficiale”, la scultura è sempre riuscita a salvarsi dal naufragio generale per merito di quegli artisti che, non avendo mai perduto di vista i bronzi ercolanensi, riuscivano a “vedere” la realtà con occhio più acuto e libero.
[…]
Su un piano diverso opera Antonio Borrelli, le cui ricerche spazio-strutturali approdano con inaspettata evidenza al mondo delle immagini totemiche orientali; e non a caso, del resto, poichè il Borrelli è vissuto per un certo tempo in Cina.
[…]

Arte Grafica Napoli Oggi

Nato a Napoli nel 1928. Dopo un periodo di attività all’Estero si è stabilito a Napoli dove vive e lavora. Partecipa attivamente alle più importanti Mostre Nazionali e tra quelle degli ultimi anni citiamo: 1960 Firenze Mostra Mercato; 1962 Carrara Internazionale di Scultura; 1963 e 1965 Gubbio Biennale d’Ar- te del Metallo; 1964 Roma Mostra Personale; 1964 Arezzo Mostra delle Medaglie Contemporanee; 1965 Padova Bien- nale Internazionale del Bronzetto; 1965 Napoli Rassegna Napoli Campania; 1965 Roma IX Quadriennale d’Arte; 1966 Suzzara XIX Premio Suzzara; 1966 Napoli Proposta ’66; 1967 Napoli 13 pittori + 7 scultori; 1967 Torre Annunziata 27 Giovani Artisti Napoletani.

disegno china e argento

AUREA 76 – Biennale dell’Arte Orafa

Biennale dell’Arte Orafa
dal 25 settembre al 11 ottobre 1976
Palazzo Strozzi, Firenze

ANTONIO BORRELLI, nato a Napoli nel 1928, dove attualmente vive e lavora dopo un periodo di attività a Hong-Kong, si è stabilito in Italia, insegna all’Istituto Superiore d’Arte di Napoli.
Le sue strutture continue in metallo rivelano una sensibilità attenta e una rimarchevole intelligenza critica, strutture che invadono lo spazio-ambiente coinvolgendo direttamente lo spettatore.
Filiberto Menna

IV Biennale d’Arte del Metallo – Città di Gubbio

dal 12 agosto al 16 settembre 1967
IV Biennale d’Arte del Metallo – XII Premio Gubbio Mastro Giorgio
Gubbio, Convento di S. Francesco

STRALCIO DEL VERBALE SEZ. ARTISTICA E ARTIGIANALE ESPOSITORI SEZ. ARTISTICA
(Omissis) … Dopo un accurato ed obbiettivo esame di tutti i lavori, la Commissione ba ritenuto di escludere, complessivamente nelle due sezioni, n. 158 elaborati. La Commissione ha rilevato con viva soddisfazione l’ampiezza e il crescente buon livello della partecipazione alla sezione «artistica». I concorrenti hanno nel complesso dimostrato una più aperta coscienza dei problemi espressivi, dell’uso di nuove tecniche e di nuovi materiali, coscienza che la Giuria ha inteso sottolineare al di là delle diverse tendenze.
(Omissis) … la Commissione auspica che per la prossima «Biennale» debbano essere sollecitati ad intervenire, magari attraverso inviti e particolari sollecitazioni, gli artigiani del metallo delle varie regioni, capaci di fornire nuovi oggetti, nuove opere a dimostrazione della loro creatività che è nota, ma non ancora espressa sufficientemente nella manifestazione di Gubbio.

Struttura, 1966, ferro saldato cadmiato, cm 40x40x40, Ente Provinciale per il Turismo, Perugia (Premio acquisto alla IV Biennale del Metallo, Gubbio 1967)

La Commissione ha deciso quindi di assegnare i premi previsti per la sezione «artistica» nel modo seguente: 1° premio di L. 800.000, messo in palio dal Ministero per il Commercio con l’estero, ali’ unanimità a VALERIANO TRUBBIANI di Macerataper il complesso delle opere, riconoscendo la intensità creativa delle sue sculture, le quali si segnalano inoltre per la notevolissima qualità della lavorazione del metallo. La Commissione ba ritenuto opportuno unire il 2° premio con il 3° suddividendoli quindi in tre premi ex aequo di L. 150.000 ciascuno che ha deciso di assegnare a: SIMON BENETTON di Treviso per il complesso delle opere; ALFONSO LEONI di Faenza per il complesso delle opere ; LORENZO SGUANCI di Pesaro per l’opera «DUALITÀ».
Assegna quindi il 4° premio di L. 100.000 a GIORGIO BOMBA di Perugia per l’opera «OGGETTO»; il 5° premio, MEDAGLIA D’ORO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBUCA a FUMAGALLI GENESIO di Pioltello ; il 6° premio, MEDAGLIA D’ORO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, a
IVO GIUBBILEI di Vasto; il 7° premio, MEDAGLIA D’ORO DELLA PRESIDENZA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA a VITTORIO LUZIETTI di Senigallia; 8° premio, MEDAGLIA D’ ORO DEL MINISTRO DEL TURISMO E DELLO SPETTACOLO, a GALLI PAOLO di Perugia. Assegna inoltre dei premi non destinati a specifica sezione, la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Roma a MATTIACCI ELISEO di Roma; il premio-acquisto dell’E. P. T. di Perugia di L. 75.000 a BORRELLI ANTONIO di Napoli per l’opera e «STRUTTURA». Riconosciuta la notevole qualità delle opere presentate dallo scultore peruviano (attivo a Roma) JOAQUIN ROCA-REY, vista l’impossibilità di considerarle per I’assegnazione dei premi generali giacchè il regolamento della IV Biennale del Metallo prevede soltanto una sezione dedicata ad «opere di artisti italiani» , propone di assegnargli una medaglia d’oro della Città di Gubbio.

V Biennale Internazionale di Scultura Città di Carrara

Luglio-agosto 1967
Catalogo a cura di Mario De Micheli

Antonio Borelli è nato a Napoli nel 1928 ed ha compiuto i corsi superiori ed il Magistero presso l’Istituto Statale d’Arte di Napoli. Nel 1955, su invito della Zung Fu Co, è stato assunto come disegnatore presso la centrale di Hong Kong. Nel 1956 è nominato direttore della Orion Co. Ha avuto contatti con artisti e uomini di cultura dell’Estremo Oriente. Nel 1957 è tornato in Italia dove vive e lavora. Dal 1959 insegna nel laboratorio arte dei metalli dell’Istituto Statale d’Arte di Napoli. Ha esposto alle seguenti mostre: Biennale di scultura Città di Carrara, 1962; Biennale d’Arte del Metallo, Gubbio, 1961 -62-63; Mostra Premio Porto di Napoli, 1963; Libreria Terzo Modo, Roma, 1964; Mostra della Medaglia contemporanea, Arezzo, 1964; Biennale del Bronzetto, Padova, 1965; I e Il Rassegna Napoli Campania, 1965-66; Quadriennale d’Arte, Roma, 1965; Rassegna Documento Proposta 66, Nopili, 1966; Premio Suzzara, Suzzara (Mantova). 1966; 13 pittori + 7 scultori, Galleria S. Carlo, Napoli, 1967; I Rassegna Artisti Napoletani, Mostra d’Oltremare,
Napoli, 1967.

Cinque opere esposte, tratte dal ciclo “Strutture e Ipotesi Spaziali”.

20 Pittori e 7 Scultori – 27 Giovani Artisti Napoletani

Ventisette Giovani Artisti Napoletani in mostra al Salone delle Terme Vesuviane, Lido Azzurro di Torre Annunziata (Napoli), dal 22 luglio al 10 agosto 1967.

Antonio Borrelli
Su un piano diverso opera Antonio Borrelli, le cui ricer che spazio-strutturali approdano con inaspettata evidenza al mondo delle immagini totemiche orientali; e non a caso, del resto, poiché il Borrelli è vissuto per un certo tempo in Cina.

(Dal Catalogo della Mostra, a cura di Paolo Ricci)

Esposizione di pittori e scultori alla Galleria San Carlo

Tredici pittori più sette scultori espongono in questi giorni alla Galleria d’arte “San Carlo” in occasione della presentazione del volume di Ciro Ruju «La nuova figurazione e sue realtà». L’impostazione della mostra riflette in qualche misura una interpretazione larga del termine «nuova figurazione» (la stessa che Ruju propone nella sua raccolta di saggi), nel senso che in questa tendenza vengone comprese le declinazioni neofigurative di ascendenza grosso modo surrealista insieme a quelle che si ispirano più direttamente al mondo delle immagini della odierna cultura di massa. Per la verità l’impianto compositivo della maggior parte degli artisti (anche di quelli che tendono ad una resa più oggettiva delle immagini) risente di moduli di derivazione surrealista sia nell’implanto spaziale che nello spizzamento operato nei confronti dell’immagine. l risultatl di conseguenza si dislocano lungo una linea che muove da un puro riporto figurativo (Parisi) per giungere alla frammentazione delle immagini compiuta da Drago nel suo complesso e convincente «In ricerca di Napoleone».
Nell’insieme però si può parlare di una mostra di notevole interesse sopratutto se si tiene conto che essa viene posta in un ambiente come il nostro in cui le nuove tendenze artistiche trovano ancora parecchi ostacoli e difficoltà presso il pubblico vasto dei collezionisti e degli amatori. Del resto sono presenti in questa esposizione artisti come Biasi, che ha un’opera ricca di inquietudine e di veleni corrosivi, di Fergola con una delle sue figure enigmatiche, Trubbiani con una delle sue sculture di qualche anno addietro forse più incisive e di una più mordente agressività rispetto alle opere più recenti. De Stefano (il fondo unito e freddo del suo quadro giova alla evidenza cruda delle immagini).
De Franco presenta una grossa macchina scenica in «Omaggio a Michelangelo» montata con notevole sapienza compositiva e con una impaginazione complessa che dimostrano un approfondimento da parte delI’artista dei propri temi e delle proprie possibilità linguistiche; Donzelli ha una delle sue opere più complete con «Ragazza op» in quanto è riuscito a semplificare il racconto e a bloccarlo in una definizione più controllata; Antonio Borrelli è presente con una delle sue strutture in metallo che rivelano una sensibilità attenta e una rimarchevole intelligenza critica; Rubino offre uno dei suoi montaggi pittorico-fotografici, ai quali gioverebbe forse una maggiore articolazione interna. Completano la rassegna gli scultori Cotugno, De Vincenzo, Jandolo, Pirozzi e Servino oltre che i pittori Margonari, Notari, N. Ruju e Starita.
Filiberto Menna

Strutture per la sceneggiato RAI “Melissa” (1966)

Melissa (1966)
Attori: Rossano Brazzi, Turi Ferro, Aroldo Tieri
Regia: Daniele D’Anza
Prima trasmissione Rai (Secondo Canale) dal 23 novembre al 28 dicembre 1966.

Giornalista disoccupato da più di un anno, Guy Foster non immagina che le pagine di nera dei giornali londinesi si occuperanno presto proprio di lui. Quando la moglie Melissa viene trovata strangolata tra i viali di Regent’s Park, è lui infatti il primo della lista dei sospettati. La sua innocenza è tutta da provare, come il fatto che la moglie gli abbia telefonato poco prima che ne fosse scoperto il cadavere. Un secondo delitto e un tentato omicidio complicano ulteriormente le cose. Fortuna che Scotland Yard affidi l’indagine all’intraprendente e astuto ispettore Cameron… Trasmesso nel 1966 e seguito con crescente entusiasmo (oltre 15 milioni di telespettatori), Melissa rivela al pubblico italiano l’estro dello scrittore e sceneggiatore inglese Francis Durbridge, dai cui romanzi saranno tratti, tra gli anni Sessanta e Settanta, altri sceneggiati di grande successo.

Antonio Borrelli fornisce le sculture in ferro cadmiato, le quali popolano e magnificano l’arredo scenico.

La “Seconda Rassegna Napoli-Campania” del 1966

La stagione artistica napoletana si è riaperta in questi giorni con la «II Rassegna Napoli-Campania » al Padiglione Pompeiano della Villa Comunale: vi partecipano gli artisti aderenti alla Federazione Nazionale degli Artisti (C.G.I.L) – Sezione di Napoli. Si tratta quindi di una mostra sindacale con tutti i limiti di una mostra del genere a cominciare della assenza di un criterio di selezione critica. Sarebbe ingeneroso, tuttavia, affermare che manifestazioni siffatte non abbiano una loro utilità e che non rispondano a nessun impegno di ordine culturale: al contrario ogni mostra sindacaie, proprio per la larghezza delle partecipazioni, rappresenta un utile punto di riferimento sia per il critico che per il pubblico e gli stessi galleristi in quanto consente di cogliere la situazione a un livello, per così dire, primario e di veder spuntar fuori dal grigiore comune qualche nuovo temperamento. Da questo punto di vista la «sindacale» napoletana non presenta sorprese di grande rilievo, ma, a parte le conferme di artisti già noti e operanti da lungo tempo all’interno delle tendenze più vive dell’arte odierna in Italia, offre un ampio campo di osservazione sulle nuove forze artistiche napoletane e campane.
Non è facile dare un resoconto preciso della mostra in cui espongono ben ottanta artisti e tanto meno dire qualcosa di ognuno di essi: meglio accennare allora alle diverse tendenze e ai diversi problemi espressivi che emergono dalla manifestazione. Sotto questo aspetto mi pare che buona parte della mostra sia rappresentata da artisti operanti tuttora nel seno della tradizione pittorica del verismo ottocentesco da una parte e, dall’altra, di quella legata alla cultura novecentesca. Si tratta per lo più di pittori e scultori dotati di buone capacità tecniche, in grado cioè di mettere insieme una tavolozza senza sgarri, ma poco sensibili ai problemi di linguaggio affrontati dall’arte di questo dopoguerra in Italia e fuori. C’è poi un gruppo di giovani (e meno giovani) che mostra invece una volontà precisa di inserirsi in un discorso più aderente ai problemi espressivi attuali: si tratta per lo più di pittori operanti all’interno delle correnti della nuova figurazione di cui ripercorrono il cammino a partire dalle radici informali e in particolare da quelle derivanti dall’opera del pittore americano Gorky: la nuova figurazione degli artisti napoletani presenta perciò una chiara impronta organicista e in qualche caso assume più precisi riferimenti alla realtà esterna investendoli però di una carica emblematica e di suggestione magica.
Antonio Borrelli, Ciro De Falco, Crescenzo Del Vecchio, Gianni De Tara, Giuseppe Maranielio, Quintino Scolavino sono appunto alcuni degli artisti che si muovono in questa direzione con esiti diversi, probabilmente ancora problematici e discontinui, ma certamente degni di attenzione non fosse altro per il contenuto culturale che essi portano con sè.
Accanto a queste ricerche non mancano esempi di arte visuale, tra cui ricorderei la opera di Giannetto Bravi e di Luigi Pezzato, ed altri appartenenti alle correnti della figurazione oggettuale, imparentate alle tendenze pop. In questo settore meritano una particolare segnalazione le opere di Mathelda Balatresi, Vincenzo Ferrara e Clara Rezzuti.
Naturalmente sono presenti nella mostra anche alcuni artisti napoletani che hanno alle loro spalle una più lunga esperienza e che hanno già avuto più di un riconoscimento in campo nazionale: tra questi ricorderei in particolare De Vincenzo, De Stefano, Di Bello, Di Fiore, Jandolo, Lippi, Luca, Pirozzi, Pisani, Starita, Stefanucci, Waschimps.
Filiberto Menna

Iniziativa per l’India di Artisti Napoletani

Un gruppo di artisti napoletani ha deciso di organizzare, per i prossimi giorni, una mostra di pittura e scultura a beneficio totale delle popolazioni indiane minacciate dalla carestia e dalla fame.
Sinora hanno aderito all’iniziativa gli artisti: Perez, De Vincenzo, Jandolo, De Falco, Maraniello, Del Vecchio, Pirozzi, Di Ruggiero, G. Pisani, Ruotolo, Godi, Parisi, Starita, G. Borrelli, Servino, Morelli, Pezzato, Alfano, Pedicini, Toma, Gatto, Gambedotti, Vitali, Galeano, Annunziata, Antonio Borrelli, E. Pisano, Diodato, Colaianni, Pappa.
I consiglieri provinciali Daniele e D’Auria hanno presentato interrogazione al presidente dell’amminisrazione provinciale per conoscere se la giunta intende stanziare un congruo contributo per la campagna di solidarietà con l’India.

“Ipotesi” in ferro cadmiato per la IX Quadriennale

La IX Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma si terrà da ottobre 1965 a marzo 1966.
La Quadriennale nasce nel 1927 con l’idea di accentrare in Roma la migliore produzione dell’arte figurativa nazionale, lasciando alla Biennale di Venezia lo svolgimento di manifestazioni internazionali.
Per il pieno decollo dell’iniziativa, decisiva è la figura di Cipriano Efisio Oppo, artista, scrittore, deputato al Parlamento del Regno d’Italia e segretario nazionale del Sindacato delle belle arti, nonché segretario generale delle prime quattro edizioni della manifestazione romana, tenutesi al Palazzo delle Esposizioni, luogo che per ottant’anni sarà la sede degli uffici e delle mostre dell’Ente e che rimane la sede privilegiata delle mostre della Quadriennale d’Arte.

Altre informazioni, qui: http://it.wikipedia.org/wiki/IX_Quadriennale_Nazionale_d%27Arte_di_Roma

 

Antonio Borrelli crea “Ipotesi” per il Concorso

Il VI Concorso Internazionale del Bronzetto si svolgerà a Padova, nella Sala della Ragione.

COMMISSIONE ARTISTICA DEL BRONZETTO
Prof. GUIDO PEROCCO
Pitt. RENZO BIASION
Scult. QUINTO GHERMANDI
Scult. CARLO MANDELLI
Scult. MARCELLO MASCHERINI
Scult. FRITZ WOTRUBA
Segretario FULVIO PENDINI

UFFICIO STAMPA
Pitt. CORNELIA MORA TABOGA
Dott. MARIO RIZZOLI

Artisti ammessi dalla Giuria di accettazione al VI° Concorso
Internazionale del Bronzetto:
BARBIERI VIALE MICHELANGELO, BORRELLI ANTONIO, CASARI MAURIZIO, DEMEZ MARTINO, FITZGERALD JOAN, GRASSI ANDREA, GRIMALDI GIANNI, LEGNAGHI IGINO, MARSILI RITA, MOLTENI MARIO, MONDINI RAFFAELE, NEGRI NERINO, OSSI CZINER ROSETTA, PERIN PIERO, PIETROGRANDE BENEDETTO, POGGIO OSVALDO, SABBADINI SELVINO, SANDI LUIGI, SCIA VOLINO ENZO, SERVINO CARMINE, STRAZZABOSCO GIANNI, VECCHIETTI REMO, VENDITTI ANTONIO, ZOL MARIO.

Settembre-Ottobre 1965

Antonio Borrelli: medaglie d’artista ad Arezzo

La Mostra Nazionale della Medaglia Contemporanea è stata indetta ed organizzata, con l’auspicio dell’A.I.A.M., dalla UNO.A.ERRE (Oreficerie Gioiellerie) nel quadro delle manifestazioni del Premio Oreficerie Gioiellerie UNO.A.ERRE, Concorso Internazionale per la Medaglia d’Arte che si svolge ad Arezzo dal 27 Agosto al 6 Settembre sotto l’ ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA e al cui Comitato d’Onore hanno aderito le sottoindicate personalità:
S. E. Prof. Antonio SEGNI, Presidente della Repubblica
On. Dott. Cesare MERZAGORA, Presidente del Senato
On. Dott. Brunetto BUCCIARELLI DUCCI, Presidente della Camera dei Deputali
On. Prof. Aldo MORO, Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Prof. Giuseppe MEDICI, Ministro dell’Industria e Commercio
On. Prof. Luigi GUI, Ministro della Pubblica Istruzione
On. Avv. Achille CORONA, Ministro del Turismo e Spettacolo

Sia il Concorso Internazionale della Medaglia d’Arte al quale partecipano artisti delle seguenti 17 nazioni:
AUSTRALIA, BELGIO, CANADÀ, CECOSLOVACCHIA, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, ISRAELE, ITALIA,
JUGOSLAVIA, OLANDA, POLONIA, SPAGNA, STATI UNITI, SVEZIA, SVIZZERA.
che la Mostra Nazionale della Medaglia Contemporanea,
si svolgono nello storico Palazzo Pretorio di Arezzo.

Una medaglia del prof. Borrelli per Amedeo Maiuri

Il professore Amedeo Maiuri è stato nominato, dal ministro della Pubblica lstruzlone, Conservatore onorario degli scavi di Pompei e di Ercolano. Al Maiuri è stata inoltre offerta dalla sovraintendenza alle Antichità ed alle Belle Arti una artistica medaglia d’oro, opera dello scultore Antonio Borrelli.

Nell’immagine accanto e sotto: la medaglia offerta al professor Maiuri, diametro 90 mm., bronzo fuso.

      

Torna su